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Progetto finanziato tramite la L.R. n. 261997

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Il lavoro nei campi

Quella del contadino era una vita pesante: doveva lasciare la propria casa prima dell’alba per farvi rientro sul far della sera, quando il calore del sole era ormai un vago ricordo. La giornata lavorativa non iniziava per tutti nello stesso momento: per i serbidoris, i servitori, cominciava prima rispetto a quella de is meris, dei grandi proprietari terrieri, dato che spettava loro dar da mangiare agli animali prima di andare a lavorare nei campi, soprattutto quando, come in tempus de arìngiu, nel periodo dell’aratura, le bestie erano utilizzate per arare o seminare la terra.
Tra i serbidoris esisteva una rigida gerarchia che si scalava con l’età e con l’esperienza. Su sotzu era il responsabile dei servitori, colui che impartiva gli ordini agli altri dipendenti. Su boinarxu e su procaxu erano addetti rispettivamente al pascolo dei buoi e dei maiali, mentre su bastanti ricopriva un ruolo intermedio: prendeva ordini da su sotzu e li dava a sua volta al vaccaro, al pastore e al porcaro. Oltre a questi dipendenti, periodicamente erano assunti altri lavoratori, pagati a giornata, is giorronaderis. Tutti gli altri invece ricevevano il proprio salario alla fine dell’annata agraria, dopo la raccolta e la conservazione del grano e della paglia. I pagamenti avvenivano parte in denaro e parte in natura, con la cessione di un determinato quantitativo di cereali, legumi, scarpe, e due o trecento fasci di legna che il lavoratore doveva tagliare e trasportare personalmente.

1  1936. I buoi e il cavallo impiegati nell’aratura di un terreno.
2  1934. I buoi, animali da lavoro utilizzati soprattutto per l’aratura dei terreni e per la trebbiatura dei cereali.
3  1930. Bimba accanto ad un giogo di buoi impegnato nell’aratura di un terreno.
4  Anni Cinquanta. Agricoltori accanto ai cavalli che, insieme ai buoi, erano utilizzati nell’aratura dei terreni.
5  Un contadino impegnato nella mietitura. Vi si nota l’abbigliamento comunemente utilizzato per la falciatura delle spighe, costituito da un grembiule e un manicotto di pelle.
6  Giovani impegnati nel lavoro manuale nei campi.
7  Fine anni Quaranta. Lavoratori seduti per su murzu, il momento di pausa durante il quale si consumava uno spuntino veloce a base di pane, lardo o salsiccia.
8  Fanciullo alla guida del trattore po scassai, utilizzato per rompere le zolle di terra indurita  prima dell’aratura. Era frequente l’inizio di un’attività lavorativa già nell’infanzia, come aiuto al proprio padre o al servizio dei proprietari terrieri.
9  Prima metà degli anni Cinquanta. Gruppo di lavoratori sopra il trattore usato po scassai, utilizzato per frantumare le zolle di terra prima dell’aratura.
10  Prima metà degli anni Cinquanta. Giovani e bambini in un momento di pausa dal lavoro nei campi accanto al trattore.
11  Prima metà degli anni Cinquanta. Mietitura e preparazione de sa màiga, dei covoni.
12  Giovani su un trattore.

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