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Progetto finanziato tramite la L.R. n. 261997

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Seconda Guerra Mondiale

Il ricordo della Seconda Guerra Mondiale è rimasto a lungo vivo nella memoria collettiva, per la mancanza o scarsità di cibo, per il razionamento e gli ingegnosi stratagemmi per eludere la continua sorveglianza e, non ultimo, per la paura dei bombardamenti. Questa era talmente forte che anche dopo la fine del conflitto molti giunsero a temere perfino i fuochi d’artificio, il cui rumore rievocava quello dell’esplosione delle bombe.
I reduci che presero parte al conflitto combattendo al fronte ricordano i continui spostamenti cui erano sottoposti i soldati: i trasferimenti avvenivano per lo più a piedi, con la paura delle imboscate nemiche o dello scoppio delle mine disseminate nelle strade e nei campi. Nei vari dislocamenti, soprattutto quando ci si spostava nell’entroterra centrale e settentrionale dell’Isola, i giovani militari dovevano fare i conti non solo con la diffidenza degli abitanti del luogo che, non abituati e forse spaventati dall’invasione di forestieri, si limitavano ad osservarli dagli usci socchiusi, ma, soprattutto, si trovavano a dover affrontare enormi difficoltà per il proprio sostentamento.
Se il periodo bellico era stato molto difficile, la fine della guerra non migliorò certo le cose: l’illusione che essa avrebbe permesso “l’espansione dell’Italia riportata agli antichi splendori dell’Impero Romano” dovette ben presto fare i conti con la povertà e la disperazione in cui il conflitto lasciò il nostro territorio.

1  Militare in divisa.
2  Militare in divisa.
3  Militare in divisa.
4  Militare in divisa.

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