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Progetto finanziato tramite la L.R. n. 261997

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San Platano

La festa di san Platano, celebrato ancor oggi la settimana precedente l’ultima domenica di agosto, era la ricorrenza festiva più importante per la comunità di Villaspeciosa. I festeggiamenti iniziavano su martis de su pani, il martedì sera, quando le mogli e le madri dei membri del comitato si riunivano per preparare il pane da offrire ai tagliatori di legna. Questi si recavano il mercoledì mattina in montagna, a Monti Mannu, a tagliare s’àbiu, il legname necessario per rivestire su stabi, un porticato di frasche costruito intorno alla chiesa per proteggere i fedeli dal sole o dalla pioggia durante le messe officiate nei giorni di festa.
Il venerdì, noto come sa di’ de s’àbiu, i carri carichi di legna rientravano nel paese dove venivano accolti dalla popolazione festante che, tra canti e balli, li accompagnava verso la chiesa di san Platano. Qui i membri del comitato, insieme ad alcuni volontari, si adoperavano per rivestire di frasche su stabi, la cui struttura era interamente in legno, attorcigliando anche rametti di mirto intorno ai tronchi. I lavori si concludevano con l’organizzazione della tradizionale spaghettata; in origine riservata esclusivamente a coloro che avevano partecipato ai preparativi, in tempi più recenti è stata estesa dapprima ai bambini e poi a tutta la popolazione.
I festeggiamenti raggiungevano il culmine la domenica, quando veniva celebrata la messa, parte in latino e parte in sardo, preceduta da una solenne processione durante la quale i fedeli cantavano i gòcius de santu Pàrdimu, canti sacri dedicati al santo.
Da circa quarant’anni a scandire la partenza e il rientro della processione è il caratteristico tintinnìo della campana presente nella chiesa di san Platano, suonata con l’ausilio di due pietre. Nata grazie a due nostri concittadini, questa tradizione è fedelmente portata avanti da uno di loro.

1  Fine anni Cinquanta. Sa di’ de s’àbiu, il venerdì di san Platano. I giovani portano il pane e il vino che poi verranno offerti ai tagliatori di legna e alla popolazione durante la tradizionale spaghettata.
2  Fine anni Cinquanta. Sosta dedicata al ballo durante la sfilata de sa di’ de s’àbiu, del venerdì.
3  Fine anni Cinquanta. Foto di gruppo con il fisarmonicista che accompagnava la folla durante la sfilata del venerdì.
4  Primi anni Cinquanta. I bambini sfilano con il pane e il vino sa di’ de s’àbiu, il venerdì.
5  Fine anni Cinquanta. Ragazze e bambine si divertono durante la spaghettata del venerdì de s’àbiu.
6  Prima metà degli anni Cinquanta. Distribuzione della pasta il venerdì de s’àbiu.
7  Prima metà degli anni Cinquanta. Popolazione riunita alla distribuzione della pasta il venerdì de s’àbiu.
8  1953. Processione della domenica per le vie del paese. Vi si nota la presenza della banda musicale e del suonatore di launeddas.
9  Seconda metà anni Cinquanta. Processione della domenica all’uscita dalla chiesa.
10  1957. Processione per le vie del paese.
11  Processione. Is cunfraris, i confratelli, reggono il simulacro di san Platano e is obreris, i membri del comitato, quello di sant’Antioco.
12  Processione della domenica per le vie del paese.
13  Seconda metà anni Cinquanta. Processione della domenica per le vie del paese. Vi si notano il suonatore di launeddas il fisarmonicista.
14  Messa della domenica. Vi si nota su stabi, il porticato rivestito di frasche che riparava i fedeli dalla calura estiva.

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